Mi presento, da un punto di vista sportivo, sono un amatore nel vero senso della parola, amatore perché amo lo sport in generale ed ovviamente l’atletica leggera, fin da piccolo mi ha affascinato la corsa e non mi perdevo una gara, i miei idoli sportivi sono Giacomo Leone ultimo italiano a vincere la Maratona di New York, con lui ho instaurato una vera amicizia, tanto che, ha partecipato e vinto anche la Mezza Maratona di Rapallo e partecipato alla mezza maratona delle due perle, come del resto al Trail di Portofino, vi anticipo che sarà lui il testimonial della quinta ed. della Mezza Maratona e poi Salvatore Antibo, vinse la Coppa del Mondo nel 1989 e vari titoli Europei, praticamente è stato l’ultimo dominatore nel fondo prima dell’avvento degli atleti africani, ma quello che mi colpiva di questo meraviglioso atleta era il suo entusiasmo il suo modo di correre senza risparmiarsi mai, i suoi repentini cambiamenti di passo, ultimamente gli ho telefonato, leggendo una sua intervista sul quotidiano Repubblica ho capito che non se la passava molto bene, ho trovato il suo numero di telefono di casa e pur non conoscendolo personalmente gli ho telefonato, mi sono presentato e gli ho dimostrato tutta la mia stima e solidarietà, dopo una lunga telefonata, sembravamo vecchi amici, non finiva di ringraziarmi, mi ringrazia e mi diceva sono contento che qualcuno si ricorda ancora di me; lui ha dovuto smettere di gareggiare a causa di attacchi di epilessia, l’ultimo gli era arrivato durante una gara più importante e imperterrito anche andando a 4 al km. Ha voluto terminare la competizione, questi gesti, sono importanti perché danno la dimensione dello sport autentico, vissuto con sofferenza e sacrificio, ma sempre con un’entusiasmo paragonabile a quello di un bambino.
Io non sono stato mai un campione, il titolo di questa conferenza è anche “Il primato non è una sfida, ma talento e passione”, è proprio così, probabilmente a me è mancato il talento, non la passione, sono riuscito a correre due maratone, sono diventato campione regionale sui 5000 metri, per pura combinazione, quel giorno gli atleti forti non si sono presentati! poi un infortunio abbastanza serio mi ha fermato ora ho ripreso ad allenarmi saltuariamente e non disdegno di partecipare a qualche gara e rimettermi in gioco.
Come tutti i ragazzi ho incominciato a giocare a pallone, abitavo in via Fermata Ferroviaria, come si chiamava allora, ora è via Garibotti, e di fronte c’era il campo da pallone,quindi di conseguenza … la tecnica non era molta, ma vi assicuro che mi impegnavo e soprattutto correvo come un matto, primo perché correre mi piaceva e poi se non riuscivo a prendere io il pallone per giocare nessuno me lo passava in quanto giudicato dai miei compagni di squadra “scarso” , mi ricordo che qualche pomeriggio anche d’estate mi piaceva correre intorno al campo, per allenarmi..anche se da bambino non ho mai fatto gare, in questo contesto mi è venuta la passione per la corsa, poi il lavoro molto impegnativo ed infine una vacanza a Bardonecchia, avevano organizzato la Strabardonecchia, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione, è bello correre mi da una sensazione di libertà è felicità, hai la possibilità di conoscere tanti amici, instaurare rapporti profondi anche con chi non hai mai conosciuto, lo sport rende tutti allo stesso livello sia che si è dottori, deputati, operai, impiegati, disoccupati, viene spontaneo quando si ha una canotta e un paio di pantaloncini darsi del tu, quindi oltre ad essere importante da un punto di vista della salvaguardia della salute, lo sport unisce crea legami fortissimi e fraterni, si può dire che lo sport sia un terreno fertile della Fraternità.
La parola fraternità suscita certamente in noi reazioni molto diverse. Positive, se essa è collocata nel contesto dei rapporti familiari, dove è percepita come sinonimo di sostegno, di prossimità, di condivisione, di calore affettivo. Reazioni quanto meno all’insegna della perplessità, se la fraternità è collocata nell’ambito pubblico, dove al massimo intravediamo nella solidarietà un principio collante le relazioni sociali. Addirittura diffidenti sono le reazioni se la fraternità è accostata, ad esempio, al complesso mondo dell’economia. Ed accostata allo sport? Sappiamo quanto il concetto di fraternità, inteso come sinonimo di dialogo, amicizia, pace, sia da sempre presente nella cultura dello sport, auspicato quale frutto della pratica sportiva stessa. A livello sportivo istituzionale la pace è spesso addirittura rivendicata come conquista possibile solo attraverso lo sport, lì dove, si afferma, avrebbero fallito finora religione e politica. Allo sport viene attribuita la capacità di sviluppare le relazioni sociali , di essere fattore di comprensione internazionale e strumento di pace , di essere “componente essenziale della nostra società” , capace di trasmettere “tutte le regole fondamentali della vita sociale” e portatore di valori educativi fondamentali quali “tolleranza, spirito di squadra, lealtà” .
Sono stato invitato a questa conferenza in quanto organizzatore di gare podistiche, effettivamente oltre alla passione di praticare lo sport ho anche la passione ad organizzare eventi sportivi, a Santa Margherita Ligure si sono disputate 12 edizione della Marcia Arcobaleno, 4 ed. della Mezza Maratona delle due perle e una ed. del Trail del Monte di Portofino, abbinata alla Marcia Arcobaleno e a Ritorna la più bella” questa manifestazione è denominata Sentieri di Fraternità sul monte di Portofino.
Queste manifestazioni sono diventate molto importanti per il nostro comprensorio, in quanto favoriscono il turismo in periodi di bassa stagione, infatti nelle occasioni si mobilitano migliaia di atleti e accompagnatori, si stima circa 5000 a competizione, concentrate in un Weekend, in quei giorni Santa si ritrasforma in una cittadina con la vocazione turistica come in estate, gli alberghi con le camere esaurite e i ristoranti che pullulano di atleti affamati, ma il significato che vogliamo dare a queste manifestazione, in modo particolare a “Sentieri di Fraternità sul Monte di Portofino”, è che queste manifestazioni non abbiano solo lo scopo di attrarre turisti a Santa e promuovere lo sport, anche, ma soprattutto contribuire a realizzare un mondo più unito anche e soprattutto attraverso lo sport, infatti il ricavato lo abbiamo dato in solidarietà attraverso A.M.U. (Associazione Azione Mondo Unito) per contribuire a realizzare un progetto sportivo a Fontem in Camerun e l’altra parte attraverso i Padri Somaschi di Rapallo per aiutare giovani in difficoltà di famiglie disagiate, vorrei leggervi una delle tante impressione entusiastiche che ci sono pervenute ma questa è veramente speciale ed e descrive bene lo spirito della manifestazione:
Il titolo è “L’indimenticabile dedicato ai sentieri di Fraternità sul Monte di Portofino.
“.. E così è passata la domenica indimenticabile, su e giù tra il are e il monte, sugli scogli, fino a che il sole non si è deciso ad andare giù, sulla pelle ci rimane il sale del mare.
Abbiamo girato per le creuze del Parco di Portofino, mio fratello Buitre, Igor ed io in libertà, liberamente qui siamo potuti stare noi, indimenticabile “soli” ma “insieme” tra i sentieri del Monte di Portofino.
Ex porto di pescatori e gente povera che invecchiava sull’uscio di una sola stanza, che mai sarà di questo nostro restare insieme?, potrei scrivere di angoli incantati, di passaggi fatati potrei descrivere volti estasiati e volti stremati, potrei contare quanti sorrisi ho incrociato, quanti buongiorno, ciao e salve ho “donato” … ma in fondo che senso ha quando andremo via di qua, nella mente e nel cuore resterà una solo parola:indimenticabile !
Concludendo Sport è salute, socialità, scoperta della natura e delle radici più profonde come l’esigenza i riconoscerci tutti uguali anzi di più tutti fratelli.
domenica 17 maggio 2009
Discorso integrale del Convegno
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